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Sotto a chi tocca “Ovvero le opinioni della Sala” Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.
Data: Mercoledì 23 Gennaio 2008 Autore: Ivan Zuliani Audiovisi: Namibia e Camerun
La serata è stata caratterizzata da due proiezioni analogiche di Ivan. Una di circa 10 anni con una ri-digitazione e l’altra di recente realizzazione. Entrambe le proiezioni erano ambientate nel continente Africano ma in due paesi con ubicazione e caratteristiche proprie. Un filo conduttore che univa le due opere si poteva ritrovare nel fatto che entrambe parlavano al suo interno di popolazioni / etnie che si stanno lentamente estinguendo. La Namibia, il primo lavoro presentato, aveva un carattere prettamente documentaristico, un reportage dettagliato sull’andamento del viaggio. Come emerso in vari momenti della discussione era molto più orientato a un pubblico variegato che a uno di esperti. Questo lavoro, sede di sperimentazione è stato compresso nelle immagini (rispetto la versione originale) e contiene alcune modifiche nell’audio. L’autore si ricordava un commento avvenuto durante la precedente serata dove veniva posta la domanda “Ma senza audio la proiezione reggerebbe?”. In questo caso ha voluto proporci una prima parte senza audio per poi passare al commento sonoro intervallato da brani musicali. Molti degli auditori hanno espresso parere contrario a questa sperimentazione. Infatti la tesi predominante nella sala era quella di dover valutare un lavoro nella sua completezza. Ovvero adducendo l’affermazione che l’audiovisivo senza musica non è più un audiovisivo. Sempre rimanendo nel campo audio è emersa una preponderanza quasi dirompente del commento parlato rispetto la durata dell’audiovisivo. Questa presenza massiccia è stata determinata dall’eliminazione di parte delle fotografie senza un equilibrato ridimensionamento del commento (probabilmente anche per difficoltà pratiche vista la sua registrazione precedente). Sulla fotografia si può dire che era mediamente esterna, meno addentrata nel soggetto, più spontanea e con un certo trasporto di emozioni. L’altra faccia dell’opinione vedeva nel primo lavoro di Ivan un grande reportage con alta fotografia e un messaggio chiaro ed incisivo. Il bello delle opere artistiche è che possono essere valutate da un pubblico in maniera divergente senza che nessuna delle opinioni sia oggettivamente contestabile. Il Camerun è un opera più recente. Tale condizione si apprezza nella fotografia; non è più bella o più brutta dalla predente ma semplicemente diversa. Diversi i punti di vista le inquadrature, le ottiche usate ecc…. Ovvero molto più dentro alla scena, sviscera il lavoro in modo più completo. Questa opera è corredata da vari brani sonori e da un commento parlato. Come trama vive del ritorno del figlio. Fatto che non si riusciva però ad apprezzare dall’audiovisivo se non fosse stato precedentemente esposto dall’autore. Forse tale aspetto si sarebbe evinto dalla versione digitale che l’autore ci aveva portato ma non abbiamo potuto vedere nella sua interezza per un difetto nella riproduzione dell’audio. Molte persone erano concordi nel evidenziare che la trama era troppo diluita nel tempo per renderne il concetto. Espressioni discordi e variegate sono uscite sulla congruità della scelta dei brani. Tale argomento e speso sede di diversità di vedute anche forse per la complessità della cosa e per la diversa interpretazione soggettiva delle emozioni. Durante il dibattito sono uscite anche molti concetti di carattere generale che voglio cercare di riassumere perché possono essere spunto di riflessioni personali e no solo. Secondo alcuni puristi della fotografia l’audiovisivo è un sminuire la foto stessa, tale tecnica apre il campo a una discussione su regia e sonoro facendo passare in secondo ordine la fotografia senza possibilità di parlare sulla stessa e nel contempo limita l’espressione della fotografia ad alto livello; l’audiovisivo è una mal riuscita imitazione del cinema. Altra considerazione è intervenuta sull’importanza della musica. La colonna sonora deve avere un carattere di supporto, deve mantenere alto il lavello dell’audiovisivo e mai prevaricare la bella immagine. Il brano musicale può prevalere l’immagine solo quando queste hanno un calo. Una conclusione finale che mi trova perfettamente concorde è che l’audiovisivo è un prodotto di nicchia. Infatti coloro che amano fare audiovisivi sono solo una piccola parte dei fotografi. Le massime espressioni della fotografia rimangono le mostre e assimilati. Un audiovisivo in quanto tale deve essere valutato nella sua completezza e per completare il paragone con il cinema si può stabilire un premio per la miglior fotografia, uno per la miglior colonna sonora e uno per il miglior montaggio. Concludendo vogliamo ringraziare Ivan per averci portato un pezzo di mondo con le sue belle fotografie e per il coraggio dimostrato nel sperimentare nuove strade esponendosi a critiche a 360°. Vogliamo ringraziare l’intera sala che ha educatamente animato in modo costruttivo il post proiezione e vi vogliamo dare appuntamento alla prossima interessante serata
L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.
Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).
Sotto a chi tocca “Ovvero le opinioni della Sala” Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.
Data: Mercoledì 30 Gennaio 2008 Autore: MAC4 Vision (Modenese,Arcobaleno,Colibrì,Quattroville) Audiovisi: Les chateaux the Loire-Paesaggi padani-Mondo di cava-Guardo il Cielo e vedo te
MAC4 Vision Continua con la serata al Colibrì l’iniziativa che vede impegnati più autori (uno per circolo) in un'unica serata. L’iniziativa ha lo scopo di far proiettare anche coloro che per vari motivi non proiettano solitamente. La seconda serata vedeva impegnati i circoli Colibrì, Modenese, Quattroville e Arcobaleno. Ora veniamo ai 4 lavori presentati; Uno analogico e tre digitali; per la nostra sala tre inediti e un ritorno.
Inizia Arrigo Barbieri del Fotoclub Colibrì con “Les chateaux the Loire”
Questa opera era l’unica in analogico ed era per la sala una seconda visione. Per gran parte del pubblico era comunque una prima ed ha trasmesso a tutti una certa emozione. Il titolo era sicuramente una provocazione e il treno iniziale un inganno; infatti la nostra fantasia stimolata dal titolo ci ha portato in treno fino alla Francia ma appena scesi ci siamo ritrovati inequivocabilmente a pochi passi da casa. Castelli o baracche punti di vista, degrado ed emarginazione, fatti che fanno pensare eppure che passano spesso inosservati, li guardiamo ma non li vogliamo vedere ….. Questo audiovisivo con belle immagini colte da lontano incorniciate dal verde rilassante delle foglie sfocate ci hanno portato a riflettere. La speranza viene dal finale dove il brano musicale gli da una forza estrema. Come sempre bella fotografia discreta e rispettosa che non smentisce le capacità tecniche e la sensibilità di Arrigo anche in un campo fotografico da lui non seguito abitudinalmente.
Seconda proiezione di Enrico Manzini del Fotoclub Arcobaleno “Paesaggi padani”
Questa breve proiezione aveva le indiscusse caratteristiche di serie fotografica con tappeto musicale. Il Fotografo - Camionista ha scattato le varie immagini durante le sue giornate di lavoro. Parcheggiato il camion, utilizzando una compatta digitale ha immortalato varie atmosfere dell’Emilia Romagna. La maggior parte delle foto era scatta nella bassa ferrarese. Rispetto al precedente si vede la diversità di stile delle due opere che evidenziano la possibilità di esprimere in modo diverso le proprie caratteristiche e emozioni.
Terza proiezione di Enzo Andretti del Fotoclub Modenese “Mondo di cava”
L’autore ha definito l’ambiente fotografato con tre aggettivi: Polveroso, Faticoso e Pericoloso. Tutti questi aspetti si colgono principalmente nella fase finale dell’audiovisivo dove l’autore ha potuto visitare finalmente una cava in attività. Nella prima parte della proiezione le foto erano scattate in cave abbandonate e quindi con il fascino delle parti rocciose ma senza un espressione completa della vita di cava. Anche questa proiezione si può catalogare in una serie sonorizzata con immagini ben inquadrate e una buona luce. La proiezione avrebbe acquistato maggiore incisività se il pericolo potenziale non avesse impedito al fotografo di frequentare maggiori cave in attività. La proiezione ci ha permesso di ammirare comunque un territorio affascinante del nostro paese.
Quarta proiezione di Diego Toss del Fotoclub Quattroville “Guardo il Cielo e vedo te”
Come sottotitolo a questo audiovisivo si potrebbe dire “Il Ricordo di Elena”. Con questo lavoro torniamo a un diaporama a tutti gli effetti; dove il messaggio era la parte più forte ed incisiva della proiezione. Le immagini sono l’unico mezzo fisico che fanno continuare a vivere insieme te una persona scomparsa. Il ricordo, l’immaginazione e l’amore sono l’atro aspetto proprio ed interiore di ogni singola persona. Questa proiezione riesce a contenere in se i due aspetti. Ricordare Elena, il messaggio principale ma anche denunciare una sere di morti inutili causate da incidenti dovuti a più svariati aspetti. L’autore attraverso foto di strada e un tachimetro che segnava 160 (Anche se ritoccato), i titoli dei giornali riproposti ti portano immancabilmente. Alla fine della proiezione la sala era emozionata quindi si può affermare che l’audiovisivo ha lasciato il giusto segno.
In definitiva si può dedurre che è stato possibile trascorre una bella serata insieme guardando 4 lavori diversi tra loro che ci hanno consentito di arricchire il nostro bagaglio fotografico e culturale, che ci hanno illustrato vari aspetti della vita. In contemporanea ci si presenta una riflessione tecnica sull’audiovisivo. L’opera è una cosa complessiva e per trasmettere emozioni e concetto deve essere vista nel suo complesso. In questa ottica la scelta delle musiche è determinante per trasmette quello che si vorrebbe e deve essere fatta accuratamente come la scelta delle immagini; anche se per la musica la cosa si complica visto che noi siamo fotografi amatori e non obbligatoriamente cultori della musica. Concludendo voglio ringraziare tutti i partecipanti ed in particolare gli autori in attesa di un'altra splendida serata.
L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.
Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster). Sotto a chi tocca “Ovvero le opinioni della Sala” Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.
Data: Mercoledì 20 Febbraio 2008 Autore: Ivan Fini - Arnaldo Davì " Loving Amendola"
A Modena le iniziative non mancano. Nell’estate 2007, al Parco Amendola, la Circoscrizione n° 3 ha organizzato una kermesse durata ben 15 giorni. Aperta a famiglie e gruppi di amici con una particolare vocazione allo spettacolo, è stata l’occasione per realizzare un servizio fotografico molto completo e successivamente per allestire un audiovisivo. Il lavoro è stato commissionato dalla Circoscrizione e questo ha condizionato la scelta delle foto. Inquadrature originali, giocate sul controluce o sui dettagli, si alternano infatti a foto meno ricercate, chiaramente finalizzate alla descrizione dell’avvenimento. Le immagini sono ben ritmate sulla colonna sonora, che scandisce precise sequenze, alcune delle quali (la fiaba, le marionette) sono particolarmente riuscite. I mixaggi tra i brani musicali, al contrario, meritavano una maggiore attenzione. Originale il finale, con alcune piccole immagini che vengono zoomate: una idea nuova che, sfruttando le potenzialità del digitale, potrebbe essere utilizzata per meglio definire i diversi argomenti che compongono l’audiovisivo.
Gianni Rossi
Autore : Franca Catellani Via Crucis di Frassinoro (MO) Abbiamo visto il lavoro di Franca Catellani alle prese per la prima volta con una reflex digitale. E che lavoro!! Di ottimo livello le fotografie con inquadrature molto particolari e ispirate ad opere pittoriche . La Via Crucis di Frassinoro viene rappresentata ogni tre anni in forma teatrale per le vie del paese da attori che riescono a trasmettere una emozione molto forte al pubblico presente. Questa emozione si è vista e sentita anche nelle foto di Franca e tenendo conto delle difficoltà operative (luce scarsa e molta gente presente). Tutte le opinioni della sala sono state concordi nel valutare ottimo il suo lavoro. Di ottimo livello anche la regia e la costruzione del diaporama anche se conteneva (come in sala è stato detto) qualche piccolo errore. Per alcuni si poteva lavorare meglio sulla musica; altri avrebbero preferito una musica che enfatizzasse ancora di piu' il phatos trasmesso dalle fotografie. Concludendo vogliamo ringraziare tutti i partecipanti ed in particolare gli autori in attesa di un'altra splendida serata.
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Mercoledì 07 -05-2008 Autore : Rebecchi Maurella Autore : Cristiana e Stefano
Iniziamo il commento alla serata con i due lavori di Maurella. Il primo lavoro dal titolo “Infinite varianti” era stato proiettato al circolo l'anno passato in maniera tradizionale ed aveva ottenuto ottime critiche (vedi sotto a chi tocca del 07 Febbraio 2007). leggi l'articolo L’idea di questo lavoro e’ nata fotografando una ringhiera, quindi foto geometriche con linee luci ed ombre, poi come ci ha spiegato l’autrice, guardando le foto è nata la successiva idea di rifotografare le stesse foto sovrapponendole creando cosi un effetto esponenziale di linee e forme. Questa volta Maurella ha presentato il suo lavoro in forma di audiovisivo digitale, quindi tutte le dia sono state scansionate e poi assemblate con la musica. Il parere unanime della sala e’ stato che il lavoro già ottimo dal punto di vista fotografico, è migliorato ancora sia con la musica che con l’utilizzo della dissolvenza lunga tra foto e foto in modo da creare una terza immagine che serviva a rendere ancora più evanescente il lavoro. Molto bene anche la tecnica di montaggio. L'ottima scansione delle foto ha restituito i colori e i dettagli della diapositiva.
Il secondo lavoro dal titolo “Le emozioni dei colori” è nato per gioco e divertimento. Maurella è scesa in spiaggia ed ha cominciato a fotografare tutti i colori intorno a lei. Anche questo lavoro ha avuto una buona critica pero’ di tono minore rispetto la precedente. Le foto sono sempre di buon livello ma forse un po slegate tra loro proprio perchè scattate per gioco, per svago, ecc---- L'accompagnamento con un tappeto musicale lo rende nell’insieme molto gradevole e rilassante.
CRISTIANA E STEFANO ci hanno presentato il loro audiovisivo “Norvegia” dicendoci che era strutturato come racconto di viaggio quindi diviso per racconti. La fotografa è Cristiana , Stefano esegue la parte tecnica del montaggio della proiezione. Anche in questo caso il parere unanime della sala è stato piu' che buono tenendo in considerazione il fatto che questi due ragazzi sono alle prime esperienze con gli audiovisivi e Cristiana ha iniziato a fotografare circa tre anni fa. Proprio per questo motivo alcune considerazioni sono state fatte proprio sulla costruzione dell’audiovisivo dove in alcuni casi i titoli dei racconti e le musiche non erano proprio convergenti. In altri casi, come il racconto del trenino, la musica era perfetta perché era un ottimo mixaggio del rumore vero del treno con un pezzo musicale. Passando alla descrizione del lavoro abbiamo visto fotografie panoramiche fino ad arrivare al particolare delle abitazioni che sono coloratissime. Alcune foto erano penalizzate da foschie e cieli nuvolosi, in altre la luce era fantastica con una enorme profondità di campo; ci ha assicurato Cristiana che anche con il brutto tempo i fiordi sono pieni di fascino. In questo lavoro Cristiana ha inserito anche l’elemento “uomo” che per lei rimane sempre un soggetto molto difficile da fotografare quindi onore al merito anche per questo tipo di impegno. Cristiana e Stefano sono stati ospiti del "Sotto a chi tocca"in Novembre 2007. leggi l'articolo
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Mercoledì 19 settembre è stato ospite del fotoclub Luciano Bovina che ci ha presentato “Mongolia”.
Mercoledì 8 ottobre è stata la volta di Franco Ferrari che ci ha portato il suo primo lavoro completamente in digitale “Luci ed ombre dell’Africa”.
Parliamo di entrambi i due fotografi perché sono amici, di conseguenza spesso e volentieri fanno i loro viaggi fotografici insieme. Luciano e Franco sono due ottimi fotografi con caratteristiche diverse: Luciano descrive l’ambiente che lo circonda partendo dai particolari, inserendo primi piani e figure ambientate fino ad arrivare alle foto in campo largo che, come lui stesso dice, gli servono per respirare. Franco invece basa quasi tutta la sua fotografia sui ritratti e sulla figura ambientata, descrivendo così i suoi viaggi attraverso la gente. Ha la grande capacità di catalizzare le persone che lui incontra durante i suoi viaggi senza conoscerne la lingua perché dotato di una grande umanità. Per chi come noi che scriviamo conosce Franco, non fa fatica a capire questo aspetto, perché non appena comincia a parlare delle sue foto si percepisce la passione e il rispetto per il suo lavoro.
Tornando agli audiovisivi visti, Luciano ci ha presentato un lavoro fatto dieci anni fa con tutte le caratteristiche di quei tempi: durata di circa quaranta minuti e dissolvenze lente in modo da farti gustare la fotografia passo passo, oltrechè il lavoro nella sua integrità. Ritroviamo le caratteristiche di Luciano, che fotografa il particolare fino al campo largo o viceversa per descrivere in maniera ottimale la situazione fotografica. Una cosa è certa: anche se i suoi lavori superano i trenta minuti, non stancano mai. Luciano Bovina ha avuto tanti riconoscimenti in campo fotografico e si è adattato benissimo ai giorni nostri, tant’è che ha vinto premi importanti con proiezioni di Diaporama, tra cui ricordiamo “All’ omarino ignoto”. Potete trovare tutti i suoi lavori visitando il suo sito www.lucianobovina.com.
Franco ci ha presentato il suo primo lavoro in digitale e come ci ha raccontato lui stesso è stato molto faticoso l’approccio con questi files digitali, in quanto apparivano diversi anche solo guardandoli su due tipi di monitor differenti. Ha dovuto quindi operare tutta una serie di scelte e tarature prima di ottenere le immagini come lui desiderava. Tralasciando i problemi tecnici, quello che interessava a Franco era di sapere se le sue immagini erano riuscite a trasmetterci delle emozioni e quali. Se poi le foto erano un po’ sovraesposte o con una qualche dominante non era importante piu’ di tanto. Direi che la sala ha restituito tante emozioni che probabilmente anche Franco ha colto durante il suo viaggio. Riesce a fotografare le persone in maniera diretta e semplice perché prima cerca sempre di diventare loro amico e nelle sue foto questo lo si vede. Se percepisce che la situazione fotografica è ”pesante “, lui la riporta solo per dovere di reportage però si mantiene a distanza e non va mai oltre la sua linea di rispetto per chi in quel momento soffre. Franco si è imposto in tanti concorsi fotografici ma non vuole mai che si dica, e questo è un altro particolare che la dice lunga sul suo carattere.
Sono state due bellissime serate con due ottimi fotografi carichi di amore per la fotografia e di umanità.
Grazie a Luciano Bovina e Franco Ferrari.
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Mercoledì 15 ottobre 2008 è venuto a trovarci da Figline Val d’Arno (FI) Luciano Cardonati che ci ha presentato quattro lavori: Cina, India, Marocco e America. Fuori programma anche un lavoro sugli antichi mestieri. L’autore predilige stampe a colori e in bianco e nero che è solito portare per poi avviare la discussione sulle foto stesse. Purtroppo però la lontananza e il tempo sempre tiranno lo hanno costretto a portare solo i lavori in forma di audiovisivi, quattro ottimi lavori che adesso andiamo a commentare. Tutti i lavori hanno la stessa caratteristica: arrivano diretti con primi piani stretti della gente fino a terminare con ampie vedute panoramiche e in qualche caso anche con le classiche foto cartolina. C’è chi sostiene che le foto cartolina siano banali, ma come dice l’autore: “Se ho davanti la bellezza incredibile del Gran Canyon, come faccio a non fotografarlo??”. Luciano Cardonati toscano doc, di un viaggio ci dice: “Io quando fotografo, fo un pò di tutto” per far capire, a chi vedrà il lavoro, l’ambiente e i modi di vivere della gente del posto. Tra i quattro lavori presentati la platea in generale ha preferito quelli sull’India e il Marocco per la qualità delle immagini con colori molto più saturi e brillanti rispetto agli altri due, determinati anche dalla minore umidità dell’aria. Molto belle e coinvolgenti anche tutte le vedute panoramiche americane enfatizzate da un uso sapiente del grandangolo. Ringraziamo quindi Luciano Cardonati, ottimo fotografo e persona splendida con una passione per la fotografia che dura da decenni. Socio fondatore del Fotoclub Arno a Figline Val d’ Arno sarà ben felice di accogliervi se passate da quelle parti. Un saluto anche al caro amico e fotografo Luca Facchini che lo ha accompagnato a Modena.
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