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Sotto a chi tocca  “Ovvero le opinioni della Sala”

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

Mercoledì 24 Gennaio 2007

Autore:Ivan Zuliani

Audiovisi: Par tot Parata - La festa che verrà (Marocco) - Oman Fratello Mare

 

La serata vedeva una sala ricca di partecipanti interessati ed incuriositi nell’attesa di gustarsi la proiezione del nostro socio Ivan Zuliani. Mancava l’inseparabile Concetta che per una sera ha lasciato la ribalta della serata interamente a Ivan. Dopo una breve introduzione è iniziata la produzione così come proposto da programma.

 

Il primo audiovisivo era interamento incentrato su una parata che si è svolta a Bologna. L’insieme degli scatti era abbinato a musica e rumori registrati sul posto. Purtroppo la qualità della registrazione non era ottima (come preannunciato da Ivan prima della proiezione) e  a volte questo distoglieva un attimo l’attenzione dalle immagini. La bella fotografia e i tagli particolari con inquadrature dal basso e con il grandangolo interpretavano benissimo l’atmosfera caotica della giornata e l’audiovisivo scorreva velocemente sotto i nostri occhi permettendoci di entrare nella giornata insieme a Ivan. Le inquadrature oltre a creare momenti suggestivi toglievano il pubblico e gli elementi di disturbo. Vorrei concludere il commento a questo audiovisivo con una domanda. Ivan Zuliani ha già affermato più volte che esclude il contorno perché è un elemento di disturbo.

Il secondo audiovisivo presentato partiva con un atmosfera ed un intensità veramente toccante sul tema della donna berbera ma poi si perdeva in argomenti non proprio confacenti con il titolo. Il lavoro comunque degno di Ivan aveva momenti di calo che possono anche essere giustificati dal poco tempo avuto a disposizione per scattare le foto. La festa che verrà è arrivata ….. ma forse senza il botto aspettato. Anche in questo audiovisivo c’è stato un intenso uso del grandangolo con inquadrature particolari.

Il terzo lavoro  era sicuramente il più toccante e completo. Ottima l’atmosfera iniziale dei pescatori, l’accompagnamento sonoro appropriato e la chicca finale che ha lasciato senza parole.  L’idea di fotografare la gente mentre guardava le polaroid donategli è stato grande ma impagabile era l’espressione di stupore, gioia, curiosità, gratitudine che si leggeva sul volto delle persone che si guardava nelle foto. Indubbia la maestria di Ivan nel cogliere questi momenti con inquadrature perfette.

Non c’erano dubbi fin dal principio che la serata sarebbe stata di alto livello e nel caso qualcuno ne avesse avuti credo si sia ricreduto. Grazie Ivan e a presto con nuovi lavori.

 

L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.

 

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).


Sotto a chi tocca  “Ovvero le opinioni della Sala”

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

MERCOLEDI' 7 FEBBRAIO 2007

POKER DI DONNE .

CATELLANI FRANCA – MAZZOLI CLAUDIA – PACCHIONI TIZIANA - REBECCHI MAURELLA

Il contesto era sicuramente stimolante per la visione e la successiva discussione dei lavori presentati. Tutte quattro le autrici hanno presentato delle diapositive in modo  tradizionale, ovvero con un proiettore unico e un tappeto musicale come sottofondo alle diapositive.

Tiziana Pacchioni apre la serata con la proiezione di un reportage di viaggio nel deserto della Libia. Sin dalle prime immagini si può notare la particolare cura per le inquadrature, essenziali e con ottime note cromatiche. Molto belle le immagini delle dune insieme al gioco di ombre creato dal sole. Nella seconda parte della proiezione le immagini sembrano leggermente sottoesposte; come dice l’autrice, probabilmente accentuate dal fatto che al circolo le Dia vengono proiettate da una distanza maggiore, quindi con perdita di luminosità. Ora che la tecnica è acquisita deve cercare di dare un’impronta più personale al lavoro svolto.

Mazzoli Claudia continua la serata con una proiezione su “Parigi”. Nonostante la pioggia , che però in tutto il contesto ha giocato un ruolo decisivo, abbiamo visto delle immagini molto suggestive. Molto belle le inquadrature geometriche scattate alla “Defense” e i riflessi trovati nella sfera di acciaio situata al Museo della Scienza e della Tecnica. Abbiamo inoltre visto delle inquadrature molto particolari, con tagli in diagonale, di alcune scalinate animate dalla gente nel loro scorrere quotidiano.

Catellani Franca ha in seguito presentato un “Foto racconto di Metafore”. Come lei ha detto, in un piccolo preambolo, vuole essere un atto di fantasia, un racconto di emozioni dove si snodano le quattro stagioni, viste però come la parabola della vita. E’ un racconto tutto basato su immagini metaforiche che hanno voluto sostituire le parole, perchè, sempre come dice l’autrice, le immagini arrivano più velocemente al cervello. Un lavoro più volto all’emozionale rispetto ai precedenti che, come tale, ha prodotto diversi tipi di commenti a seconda delle emozioni che ha procurato allo spettatore. Presa singolarmente ogni immagine era molto accattivante.

Rebecchi Maurella ha presentato un lavoro a sorpresa. L’autrice ha  soltanto detto alla platea che si era ispirata ad una città di mare. Dalla  ringhiera dell’ascensore al Passetto di Ancona nasce un lavoro geniale. Una proiezione tutta imperniata su geometrie, luci ed ombre. La proiezione si intitola “Infinite varianti” perché, come dice l’autrice, le immagini che abbiamo visto possono essere mescolate e riproiettate continuamente dando così origine ad infinite varianti.

Per concludere il commento unanime della sala è stato che queste quattro autrici hanno portato delle proiezioni piene di contenuti, di fantasia, di ricerca del bello e creatività.

 

L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.

 

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).


  

Sotto a chi tocca  “Ovvero le opinioni della Sala”

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

       

MERCOLEDI' 14 FEBBRAIO 2007

SERATA LIBERA

 

Ferrari Franco inizia proiettando una trentina di fotografie su una manifestazione svolta in Tirolo. Le foto erano gia state proiettate ma si  sono viste molto volentieri. I colori, le inquadrature, il messaggio era sicuramente degno della sua bravura.

Catellani Franca aveva portato un nuovo proiettore digitale che grazie a Galli Francesco abbiamo potuto provare. Belle le varie proiezioni, molte cose non erano inedite ma vista anche la scarsa affluenza le abbiamo potute apprezzare come in una serata tra intimi seduti nel proprio salotto.

Buona la resa del proiettore che invoglia a passare al digitale anche se la qualità della Diapo è ancora lontana.

   

L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.

 

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 


Sotto a chi tocca  “Ovvero le opinioni della Sala”

Nell’ articolo che segue viene illustrato un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la  proiezione.  Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore e non vogliono mai essere un giudizio  sull’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

Mercoledì 21 Febbraio 2007

Autori:         Soci del Fotclub “Il Palazzaccio” (Bencivenni, Fontana, Roger, Serra)

Audiovisi:    Biennale 2005  -   Flatus Vocis  -  Diventare Berlino  -  Dall’Alba al Tramonto

 

Che bel " Palazzaccio " ….!!!

 

Ospite della serata era il circolo fotografico “Il Palazzaccio”. Gli autori ci hanno presentato quattro proiezioni realizzate con tecnica digitale.  L’aspettativa era tanta anche perché i graditi ospiti mancavano dal nostro circolo da parecchio tempo, in più presentavano dei lavori collettivi (cosa abbastanza inusuale nella nicchia dei circoli amatoriali).

Questo aspetto ha stimolato  domande e riflessioni. Io personalmente sono completamente in accordo con quanto detto da  uno degli autori. Molto di quanto vediamo  tutti i giorni attraverso le diffusioni mediatiche  è generalmente creato da uno staff, dove ogni componente ricopre un  ruolo specializzato per uno o più aspetti. Ne è un classico esempio un film dove c’è un tecnico del suono, un regista, un cameraman, ecc….

L’individualismo quindi non deve essere demonizzato, ma altrettanto non si deve disdegnare la possibilità di confrontarsi fin dalla costruzione di un lavoro e non solo nel momento della sua presentazione. Secondo Bencivenni , socio del fotoclub “Il Palazzaccio”, lavorare in equipe crea la possibilità di mediazione tra gli autori generando opere più varie.

 

Passiamo ora alle opere in ordine di presentazione:

 

1.       BIENNALE 2005 (Anno 2006 – circa 8 minuti)

In questo audiovisivo si può apprezzare la novità scenografica con un uso degli spettatori come cornice, quasi una introduzione alla biennale vera e propria. Ottimo secondo noi l’uso particolare della scenografia. Commenti diversificati riguardano la colonna sonora: come poi aggiunto dall’autore, anche in altre sedi era stata evidenziata la non perfetta cadenza di ritmo fra sonoro ed immagine. Bisogna però aggiungere che non sempre l’abbinamento deve necessariamente seguire la stessa regola dall’inizio alla fine. L’autore potrebbe scegliere di cambiare la battuta di sincronismo per variare il messaggio: ottimo spunto per un dibattito più complesso. Qualcuno vedeva meno azzeccato l’utilizzo del lampadario quale icona: utile la precisazione del fatto che non era un lampadario qualunque ma una scultura eseguita con TAMPAX ……!!!!

Non ci si può dimenticare del messaggio che può contenere l’opera. Il messaggio in qualche modo  letto dalla sala era quello dell’ironia o meglio autoironia: una biennale dentro la biennale!

In conclusione vorrei dire che si può rilevare una buona opera, migliorabile nell’audio, ma che contiene un buon messaggio:  interpreta con l’astrattismo della fotografia elaborata una manifestazione reale.

 

2.       FLATUS VOCIS (anno 2006 – circa 5 minuti)

Come evidenziato dagli autori, questa è la versione digitale di un opera già presentata. In realtà è stato modificato l’inizio con l’inserimento della lampadina al posto dei sacchetti; chi ha potuto paragonare le due versioni ha evidenziato che l’inserimento ha giovato alla presentazione stessa. Si può ritenere che tra i quattro lavori presentati questo sia il più difficile da capire proprio per il suo messaggio profondo e di alto livello, intuibile nel percorso liberatorio dell’essere umano. Le immagini scansite e rielaborate sono di sicuro effetto scenografico. Tutta la proiezione è imperniata su foto scattate a  modelle ed integrate in una scenografia che, unita alla buona colonna sonora, crea un audiovisivo originale e di buon livello. A una persona non avvezza a tale tipo di lavoro serviva una concentrazione superiore alla media per seguire completamente un audiovisivo che difficilmente si apprezza  subito alla prima lettura.

 

3.       DIVENTARE BERLINO (Anno 2007 - circa 9 Minuti)

Ultimo nato, probabilmente il meglio risuscito, sicuramente il più apprezzato. Pur contenendo un buon messaggio questo audiovisivo era più intuitivo dei precedenti e permetteva a tutti di apprezzare maggiormente le belle immagini, perché meno distratti dall’interpretazione del messaggio.

Il muro, le scene di vita nella città, i flash back e, per concludere, Potsdamer Plaz danno all’audiovisivo un buon impatto. Probabilmente è stato il più apprezzato dalla sala in quanto è stato creato con estrema accuratezza nei minimi particolari. Se ben ricordo, tutte le immagini sono state scattate in diapositiva e poi digitalizzate, elaborate e montate con una colonna sonora ricercata e pensata in tutti gli aspetti. L’idea geniale di adoperare il brano “The Wall” dei mitici Pink Floyd rielaborato al rovescio ha contribuito ha dare forza e drammaticità alle immagini del Muro. Il risultato è sicuramente di ottimo livello e l’impegno degli autori  ha saputo trasmettere molte emozioni. Difficile sapere se sono proprio quelle che hanno provato loro, ma poco importa perché ognuno percepisce emozioni diverse in base alle proprie conoscenze ed inclinazioni.

 

4.       DALL’ALBA AL TRAMONTO (Anno 2006 circa 12 minuti)

A differenza delle precedenti, questa è un monografia di Loris Fontana. Questo lavoro ci ha ricondotto definitivamente alla realtà  attraverso le immagini di una giornata al mare, con le persone che animano la spiaggia  e le  relative manifestazioni.  In questo caso si trattava del raduno degli aquiloni che ogni anno in primavera animano il cielo di Cervia. Ottimo l’accostamento cromatico, le geometrie e la composizione grafica delle immagini su una discreta colonna sonora. Il racconto è stato visto sicuramente in modo originale dando maggior valore all’opera. L’inserimento dei proprietari degli aquiloni riportano (forse) troppo alla realtà interrompendo o intercalando ottime sequenze grafiche. La maggior leggerezza nel messaggio ci ha traghettato in un post proiezione ricco di contenuti con animo sereno, con i piedi per terra ma la mente in cielo.

 

 

Commentare con era facile, ma ci sono stati comunque interventi importanti ed interessanti che hanno introdotto ad un discorso culturale sull’arte in genere e sulla fotografia. La serata digitale sollevava curiosità sia tecnica che creativa. Il digitale apre le porte alla creatività? La fotografia tradizionale era riportare un immagine o era creativa? Come in tutte le cose ci sono varie interpretazioni e possibili accostamenti con pitture ed arte in genere. A me piace pensare che ogni innovazione in qualsiasi campo artistico non sia che l’evoluzione o la mutazione dell’arte precedente. Ogni singolo elemento viene espresso attraverso una propria creatività, anche se può forse cambiare lo spessore, la qualità e la raffinatezza.

 

In conclusione vogliamo ringraziare gli autori per le belle presentazioni fatte e per l’opportunità data a tutti noi di crescere e riflettere

 

…. Alla prossima

 

Gli autori ha ampio diritto di replica che possono esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovranno inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.

 

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 


Sotto a chi tocca  “Ovvero le opinioni della Sala”

Nell’ articolo che segue viene illustrato un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la  proiezione.  Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore e non vogliono mai essere un giudizio  sull’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

 

"ISLANDA" LUCIANO BOVINA - UMBERTO GUIZZARDI

Luciano Bovina. Un nome una certezza, ha presentato  un opera già vista da alcuni ma meritevole di una seconda visione. Luciano è sicuramente un documentarista di alto livello e ci racconta un Islanda completa con stupende immagini ed un ottimo abbinamento tra immagini e musiche. Una delle qualità  più  apprezzata in Luciano Bovina è la capacità di raccontare con le immagini tutto quello che lo ha colpito; abbiamo visto per esempio, il rottame di un barcone da pesca da lontano come oggetto importante per avere le proporzioni del paesaggio inquadrato, poi gli si è avvicinato sempre di più fino a fotografarne i particolari. Non ancora contento  è salito sul barcone e ha fotografato quello che si vedeva dal barcone  a 360 gradi.  In realtà gli autori di questa opera sono Luciano Bovina e Umberto Guizzardi assente giustificato. Durante i commenti post proiezione lo stesso autore ha evidenziato una leggera lentezza delle immagini. Considerata a freddo però una maggior velocità mal si sposerebbe con la quiete ed i ritmi islandesi. In sostanza queste  immagini cariche di colore, tranquillità ed ottime inquadrature si gustano volentieri anche per qualche secondo in più. A volte l’eccessiva velocità rende l’audiovisivo accattivante ma non permette di apprezzare l’immagine in tutti i suoi aspetti.

Ma Luciano non è venuto con la sola opera preannunciata. Ci ha portato anche una prima visione. Questa seconda opera era per tema, contenuto e costruzione completamente diversa della precedente. Credo di interpretare il giudizio della sala dicendo che il contenuto era la parte predominante del Diaporama. Il messaggio forte che ognuno poteva percepire nella visone interpretandolo secondo la sua sensibilità era chiaro. Ottimo secondo me il parallelo tra la vita e la rosa nel vaso.”Piove ancora a Sarajevo”, mostra quello che è sopravvissuto ad una guerra incessante dove tutti combattevano con determinazione pensando di essere dalla parte della ragione. Questa seconda opera mi è rimasta nel cuore e personalmente spero di rivederla presto . La diapositiva riprodotta in bianco e nero virava verso il seppia ma sono convinto che nel passaggio in digitale tale piccola imperfezione sarà corretta e l’opera acquisterà ancora più valore.

 

 

 

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Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 

 


Sotto a chi tocca  “Ovvero le opinioni della Sala”

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Serata dedicata a Gustavo Kuzel e Marcello Venturelli. Da dire subito che i due ragazzi sono abili  fotografi professionisti però con ancora addosso la voglia di fotografare  per se stessi prima ancora che per il lavoro.

 

 

Marcello Venturelli ha presentato appunto “Ritratti a 4 Ruote” una sequenza di fotografie tratte da una sua specialissima raccolta di immagini di Automobilismo e Rally, intitolata "RITRATTI  A  4 RUOTE".

Il sottofondo musicale ha accompagnato immagini con inquadrature spettacolari e spericolate che portano lo spettatore a diretto contatto con le gare, ma anche a quello che succede dietro le quinte. Ci ha raccontato Marcello che  per ottenere questo tipo di immagini a volte bisogna avvicinarsi molto alle auto correndo qualche rischio, e sopratutto nei Rally bisogna stare molto attenti. E' un tipo di fotografia molto impegnativa e stressante dove i ritmi sono sempre elevatissimi. Rincorrere questi bolidi a 300 all'ora richiede uno sforzo notevole però come dice  Marcello, la soddisfazione a fine lavoro ripaga di tutti gli sforzi fatti.

 

Gustavo Kuzel ha presentato:

 

1) "IL NOSTRO GIORNO PIU' BELLO (almeno indimenticabile)"

Raccolta di immagini di matrimonio dove prevale il reportage, foto rubate di momenti particolarissimi, alcuni buffi, altri che fanno emozionare. Non la classica immagine del matrimonio. Questa la presentazione di Gustavo , e ciò che abbiamo visto è stato proprio così. Immagini fresche, creative e spontanee e soprattutto la gioia delle persone coinvolte in questo gioco.

 

2) "VITA DA SCARPA" 

La nascita di una scarpa nel laboratorio di produzione.

Lavoro molto ben fatto e nella sua semplicità ci ha raccontato appunto tutte le fasi lavorative della scarpa molte delle quali sono ancora manuali.

 

3) "INCANTO SOTT'ACQUA"  

In un posto magico della Liguria... le profondità del mare sono emerse per farsi ammirare! Immagini dell'ACQUARIO DI GENOVA.

Dice Gustavo “Se proprio devo essere sincero l'ultima è la mia preferita. E' veramente dolcissima. Non l'avrei mai detto all'inizio della preparazione di questa giornata. Nata da un'idea di mia moglie Daniela, la quale ringrazio”.

Tutta la platea alla fine era d’accordo con lui. Questo lavoro ha un che di magico , il sapiente mix di immagini e musica con questi colori bellissimi ha creato un audiovisivo veramente dolcissimo. Si è trasportati all’interno dell’acquario e per tutta la durata della proiezione pare di essere dentro alle grandi vasche dei pesci. Ringraziamo anche noi Daniela per averti dato l’idea. Ringraziamo Gustavo e Marcello per averci regalato una bella serata.

Per conoscere meglio Gustavo, clicca qui

 

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Data:               Mercoledì 23 Maggio 2007

Autore:           Paolo Sagri

Audioviso:      SENEGAL

Sono arrivato in ritardo e l’audiovisivo era cominciato da qualche minuto. Solo a conoscenza del titolo, privo di altre informazioni, sono stato immediatamente colpito dalla musica. La tipica musica Africana con grande ritmo e l’ aggiunta di un fischietto. Mi sono seduto e con curiosità ho iniziato a guardare le immagini che con dissolvenza lenta scorrevano sullo schermo. Cercavo di trovare un nesso. La mia poca esperienza non mi ha però permesso di scovarlo. All’intervallo (la proiezione era infatti divisa in due tempi)  ho chiesto informazioni e tutto magicamente mi è sembrato più chiaro. L’autore aveva un ambizioso obbiettivo, una idea grandiosa che a volte non si riesce a trasmette pienamente al pubblico presente.

Il contrasto dei ritmi tra dissolvenza e musica era voluto e voleva interpretare un concetto espresso dalla guida Senegalese e condiviso dall’autore. Noi occidentali abbiamo l’orologio loro hanno “Il Tempo”. La giornata, la vita viene quindi scandita da una diversa cadenza. L’audiovisivo poi ha toccato vari argomenti, ha interpretato il caos con cui e in cui loro vivono, il mare e la pesca, la scuola, gli animali e il parco  e si è concluso con una sequenza di ritratti che voleva testimoniare quello che per l’autore era il Senagal.

Indubbiamente si è vista tanta fotografia di alto livello mescolata a immagini,  secondo alcuni pareri della sala non completamente all’altezza della caratura tecnica dell’autore. Indubbiamente si sono potuti notare dei ritratti a figura intera non pienamente esposti che, non permettendo di leggere la figura facevano calare l’attenzione del auditore. Indubbiamente c’è anche chi ha espresso pareri diversi. Molti, se non tutti concordavano nel considerare la parte dei ritratti la meglio riuscita e la più coinvolgente.

Ma torniamo alla musica. Una volta appurato il ritmo rimaneva la monotonia. Infatti, per buona parte dell’audiovisivo, la musica era la medesima. A parere di molti questo ha reso il tutto più piatto e meno interessante.

In conclusione è emerso che l’autore ha creato un audiovisivo documentaristico (circa 500 immagini) con un bel messaggio da Diaporama che non è stato percepito a prima vista dalla sala. Vista la bellissima idea ma di difficile interpretazione ed espressione sarebbe, forse stato opportuno inserire un commento parlato che contribuisse a guidare il pubblico verso la giusta direzione. Concludendo ringraziamo l’autore per averci  raccontato in modo esaustivo vari aspetti del Senegal, infatti il materiale proiettato era sufficiente non per uno ma per almeno sei audiovisivi.

Al prossimo lavoro.

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Data:              Mercoledì 30 Maggio 2007

Autore:           Cristina Storchi e Fabio Valenti

Audiovisi:        Guatemala   -   Un Giorno, una Festa

 

La serata ha visto la proiezione due audiovisivi in alternativa alla programmata Irlanda che per problemi tecnici è stata posticipata a data da destinarsi. Grande lo sconforto di Fabio per il disguido,  però  abbiamo  trascorso un ottima serata tra amici vedendo due opere di grande qualità. Poco importo se non era una “Prima”, le belle cose si riguardano sempre volentieri, anzi, si coglie l’occasione per cogliere dettagli che erano sfuggiti alla prima visione.

Guatamela è un racconto di viaggio svolto per argomenti, uniti dal filo conduttore delle manifestazioni religiose. Cristina e Fabio che sono molto esigenti con loro stessi ci hanno presentato fotografie di elevata qualità. Come detto da Cristina se non è perfetta non la facciamo vedere salvo rarissimi casi. Questo è vero infatti il pubblico non riesce a ricordare di aver visto brutte immagini. Ottimi i tagli, i colori e le luci. L’abbinamento a una musica coerente ha reso l’audiovisivo leggero senza che il pubblico percepisse la sua lunghezza, circa 30 minuti. Unico appunto, condiviso anche da Cristina, riguarda ala sequenza finale dove le immagini del lago sono ripetitive e quindi non danno valore aggiunto.

La seconda opera assomigliava più ad un diaporama che non a un audiovisivo, monotematica ed incentrata (come ben espresso dal titolo) sul parallelo tra una giornata comune e un giorno di festa. Dalle immagini e dalla ottima regia si nota come la gente si trasforma in quel unico giorno. L’occasione per mettersi in mostra, per divertirsi e per gioire con altri. La tradizione della Val Badia esce dalle immagine con lo stesso calore della tonalità dei colori. Insomma breve ed intenso. Non recente ma moderno. Loro lo hanno definito un ripiego all’Irlanda, difficile concordare con loro.Entrambi i lavori sono fotografati a quattro mani ma è impossibile distinguere di chi siamo gli scatti. Il montaggio  e la selezione è opera comune e denota una certa cultura e sensibilità.

Al prossimo lavoro.

 

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Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 

 


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Data:              Mercoledì 06 Giugno 2007

Autori            Ivan Fini - Davì Arnaldo - Simonini Pino - Barbieri Andrea

 

Il tempo atmosferico non era completamente sereno. Anzi, acquazzoni e pioggia hanno caratterizzato il pomeriggio creando vari problemi. Forse per tale motivo la serata è iniziata nel segno degli inconvenienti? Non lo sappiamo ma mi sentivo Fantozzi con la sua nuvoletta personale. Era un problema AUDIO-VISIVO. Ovvero non riuscivamo a veder cosa non funzionava nello stereo.

Pazienza, perso la prima mezz'ora ed Agostino, abbiamo deciso di mettere in campo l’impianto di emergenza. Parte la prima proiezione, sembra funzionare, ma ………salta la musica e bisogna iniziare. Non tremate, non disperate, riproviamo … è la volta. Per Ivan è andata. Ora tocca Arnaldo. La sua odissea era iniziata prima e la conseguenza si è perpetrata nella serata incriminata. Per un Blackout indotto non era riuscito a salvare la proiezioni in dissolvenza quindi siamo andati manualmente. E Allora..? Non riuscivamo a leggere i CD audio e quindi abbiamo dovuto cambiare i cablaggi e finalmente si parte. Ok, è la volta buona. Terminati i problemi AUDIO segue Pino con un problema VISIVO. La taratura del proiettore che migliora nel secondo lavoro. Fortunato l’ultimo se i primi hanno lavorato infatti un Andrea tutto Digitale è andato via liscio come l’olio.

Viste la dinamiche di cui sopra non c’è stato tempo di commento post proiezione. Vogliamo comunque riportare quanto detto di sfuggita dai singoli e le nostre impressioni. Se la critica può essere costruttiva, l’autocritica è sicuramente difficile ma ci proviamo.

Ivan

Proietta un audiovisivo in diapositive con foto realizzate in India  (Kerala e Mumbay) nel novembre del 2001.  Le foto, non  tutte di un ottimo livello mi sono servite per creare il racconto come l’avevo pensato. Rivedendolo alcuni anni dopo con più esperienza avrei cambiato alcune cose. Il lavoro, che a me comunque piace mi serve per crescere e quindi cerco di carpire ogni anomalia rispetto alla mia cultura attuale che è sicuramente diversa rispetto al momento dell’esecuzione del lavoro. La sequenza che mi piace tuttora di più è quella del lavatoio. La musica ha qualche difetto, ma il CD meglio registrato ha abortito il suo lavoro. Ad alcuni non è piaciuta la musica sul traffico cittadino perché troppo caotica rispetto alle immagini. Ci penserò sopra in attesa di altri giudizi. Il mio intento però era proprio trasmettere il caos. Ottima la cromaticità delle immagini(Arnaldo)

 

Arnaldo

Ci ha portato a “Passeggio per Cesenatico “. Peccato mancasse il completamento dell’automatismo che ha reso leggermente lenta la proiezione. Ottima la fotografia con molto immagini pulite e con un ottima saturazione dei colori. Alcune immagini non erano al altezza delle altre ma come mi ha spiegato l’autore servivano per introdurre l’argomento successivo. Spero di poterlo vedere a montaggio completato perché può diventare un ottimo lavoro. La musica è una nota a parte in quanto completamene suonata, cantata  e a volte (1)“stonata”, dall’autore. Oltre che essere molto piacevole crea una nota di originalità e bellezza la lavoro. (1) scritto da Arnaldo.

 

Pino

Tre opere diverse.

Scanno. Belle diapositive su tappeto musicale. Molto bello il parallelo tra anziani e giovani suffragato anche dalla tipologia del paese.

Il secondo lavoro era una parodia divertente alla gita. Peccato i colori non perfettamente bilanciati nel proiettore. Il suo intento era la satira ed è stato azzeccato.

La terza opera era una serie di ritratti ad amiche modelle. Una bella alternanza tra bianco nero e colore. Un piacevole lavoro con belle inquadrature. Certo le modelle hanno aiutato ……

 

Andrea

Ultimo ma non ultimo ha presentato quattro bei lavori differenti tra loro per immagine ed emozioni

Il primo lavoro era un messaggio tramandato tra musica e fotografia di un gruppo di dissidenti (precari) che lui segue da vicino in quanto amici. La fotografia forse un pò penalizzata dalla difficile luce interna (quasi buio) in cui si svolgeva il concerto. Bella l’idea

Il secondo era una retorica sull’allegria e il carnevale. Le immagini (ottimamente scansionate  da me) erano ottimi stacchi con bei cromatismi. Forse in qualche momento ci vedevo un pò di confusione (ma come evitarla in una manifestazione come quella di S.Felice). Rubando qualcosa da una bocca altrui mi verrebbe da dire: “La gente ha bisogno di mascherarsi per divertirsi?

Parliamo ora di solitudine, quella del cuore. L’inizio dell’audiovisivo secondo me rende perfettamente il concetto espresso dal titolo. In ogni immagine manca sempre qualcosa a evocare la solitudine. LA malinconia è rafforzata dal Bianco e nero e dalla musica adeguata. Io, personalmente vedo meno giuste le immagine dei cartelloni pubblicitari, il messaggio del peso è un pò fuorviante, porta alla realtà più che alla metafora.

Parlando in generale,  non ho mai condiviso la critica :“Ci sono delle immagini di troppo” . Ovvero l’autore mette le immagini che vuole,  in alcuni casi però le immagini ridondanti o non perfette anziché rafforzare il concetto lo indeboliscono. A volte, anche se difficile, durante la scelta bisognerebbe essere più selettivi .

L’ultima opera è il ricordo di una bellissima giornata passata insieme ad amici a Lainate. Un omaggio a un pittore pieno di umanità. L’opera vista come racconto ha il merito di rinfrescare momenti magici per il nostro sport.

 

PS Fantozzi colpisce ancora. Nel rincasare ho bucato una ruota. Ora sono convinto che non era serata(dice Ivan)

PPSS: aldila' degli imprevisti tecnici capitati, forse quattro autori per serata sono troppi perchè  non rimane tempo per la discussione finale che  per l'autore è la parte piu' importante della seratadove può raccogliere critiche e consigli per migliorarsi sempre. Dite la vostra nel nostro guetbook.

A presto.

L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 

 

 


Sotto a chi tocca  “Ovvero le opinioni della Sala”

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

 

Data:             Mercoledì 19 Settembre 2007                

Autore            LUIGI  OTTANI       “ The wall” ,   ” Chernobyl,  “ Tanzania”    : Audiovisivi

 

La proiezione degli audiovisivi che Luigi Ottani ha presentato al Colibri’  il 19 Settembre rivela in modo completo il carattere e le caratteristiche dell’autore.

In modo inequivocabile , a visione avvenuta, tutti i presenti hanno avuto la convinzione  di trovarsi di fronte a un fotoamatore con chiara vena professionale ( l’autore è collaboratore di giornali e ci ha gentilmente offerto un suo libro fotografico  sul dramma di Chernobil), spinto da serie  motivazioni “ ideologiche”.

Non si vuole dire che Luigi Ottani ci  ha presentato un lavoro di palese intonazione politica , ma che attraverso i suoi lavori traspare il suo forte  impegno “ ideologico” e le motivazioni non solo di ordine fotografico, ma direi sociali nel senso piu’ nobile della parola .

Fotografo di idee quindi e non solo di immagini che pur rivelano una  spiccata partecipazione e spirito comunicativo ( vedi audiovisivo sul dramma dei bambini di Chernobil )

La capacità di immergersi nell’ambiente , nei personaggi , con assoluto rigore , capacità di sintesi ed efficacia formale nelle rigorose inquadrature è rivelata dalla proiezione sugli ebre in preghiera davanti al muro del pianto. La musica di The wall non ha trovato tutti concordi.

L’unico rilievo, condiviso anche dall’autore : la non perfetta fedeltà cromatica in alcune diapositive del lavoro sulla Tanzania.

Promozione piena quindi per Luigi Ottani e lo aspettiamo ad altri appuntamenti altrettanto  appaganti ed interessanti

 

                                                                                                                            Pino Simonini

 

 

L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 


Sotto a chi tocca  “Ovvero le opinioni della Sala”

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

 

Data:               Mercoledì 10 Ottobre 2007

Autore:           Franco Ferrari ,  Enzo  e Paolo

Audiovisi:       Etiopia – Sulle orme di Bottego

 

Franco Ferrari non ha terminato il nuovo audiovisivo così al posto di Luci ed ombre d’Africa ripropone insieme agli amici compagni di viaggio la proiezione sul loro primo viaggio in Etiopia.

Mi verrebbe da dire non la solita proiezione in dissolvenza, niente musiche sbagliate, niente ripetizioni. Per una sera abbandoniamo il fantastico mondo dell’audiovisivo e torniamo alla tradizionale proiezione con singolo proiettore. Sono circa 260 immagini scelte con cura dagli autori e mostrate in perfetto ordine cronologico. Paolo è il tecnico delle immagini e del suono. Infatti nell’assoluto (o quasi) silenzio della sala tra un clack e l’altro illustra il viaggio, raccontata aneddoti e rallegra la sala con qualche battuta. In un primo momento visti i caricatori ci siamo chiesti se fossimo riusciti a mantenerci attenti fino in fondo. La preoccupazione si è dimostrata infondata poiché la bellezza delle immagini ha mantenuto vigile la nostra attenzione. La proiezione molte persone, primi piani,figure ambientate ma pochi paesaggi (perché come mi ha confidato Franco il tutto era molto piatto e difficilmente proponibile). Le foto erano datate 1994 ma per molti erano nuove. Credo che tutti siano d’accordo nel dire che finalmente siamo riusciti ad apprezzare le immagini per quello che sono, per quello che esprimono e non per le suggestioni date dall’abbinamento alla musica.  Come espresso nei commenti finali penso sia logico non abbandonare una strada per l’altra e viceversa; sia inutile paragonare una proiezione singola con un audiovisivo, una foto digitale con una diapositiva ma viceversa credo sia opportuno cogliere il meglio da ogni situazione e apprezzare i lati positivi di tutte queste tecniche in modo da crescere in modo propositivo e di poter godere di ogni singola serata.

Un Grazie agli autori per le bellissime foto mostrate e per la possibilità di aver viaggiato con loro almeno con l’immaginazione

A presto.

 

L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.

 

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 


Sotto a chi tocca  “Ovvero le opinioni della Sala”

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

 

Data:               Mercoledì 24 Ottobre 2007

Autore:            Arrigo Barbieri

Audiovisi:       Geno Vagando – La dove la natura regna – Les chateaux de la Loire

Una bella serata trascorsa con Arrigo, i soci del Colibrì e gli Ospiti graditi. La serata esterna era fredda e umida per la pioggia che cadeva ma il calore trasmesso dalle proiezioni ha scaldato il nostro cuore attraverso le emozioni percepite, che sono state diverse fra i convenuti, ma da quanto percepito tutte intense.Abbiamo visto tre lavori distinti ma che l’autore ha voluto uniti da un filo conduttore dettato dai sottotitoli espressi prima di ogni proiezione.Tutti i lavori sono abbastanza brevi, massimo 7-8 minuti, scorrevoli ed intensi. In tutti i lavori le immagini sono di ottimo livello con colori saturi e ottime inquadrature. Alcune immagini sono rubate, alcune non inquadrate ma difficilmente da scartare.Tra i vari commenti è emersa l’esistenza di alcune ripetitività, sicuramente vere ma non stancanti, non compromettenti, infatti i lavori erano veloci e scorrevoli dando una percezione del tempo trascorso inferiore al reale.

Ora passerei all’analisi dei singoli lavori: 

1.      GENO VAGANDO      (indifferenza)

Come preannuncia il titolo il primo lavoro si svolge a Genova. Per l’autore è una denuncia, ma quello che si percepisce è l’indifferenza della gente ormai normale in una grande città. Il lavoro ha anche il caratteri di piccolo reportage infatti non mancano gli elementi descrittivi delle maggiori attrattive della città. Per me, ma anche per la sala, due sono i momenti che spiccano. La contrapposizione tra le facciate dei palazzi e le  persone (alternanza di diapositive) e la parte finale con le fontane, i giochi d’acqua inquadrati con ottima precisione e ottime luci. Un lavoro di Arrigo che non ci aspettavamo che ha stupito tutti piacevolmente. Buona anche l’idea di partire dal mare per tornare allo stesso in chiusura. Qui come detto dall’autore molte immagini sono rubate senza neanche portare la fotocamera all’altezza occhio. Per concludere un buon lavoro che ha colpito per il suo insieme; a cui si può sicuramente perdonare anche qualche piccola, probabile, imprecisione tecnica .

2.      LA DOVE LA NATURA REGNA (Essenza)

Ecco l’Arrigo conosciuto in un paesaggio consono alle sue caratteristiche. Ottime le immagini con luci e profondità  che ci hanno colpito. Qui si vede tutta l’immensità della natura e dell’amore di Arrigo per la stessa. Buono anche l’abbinamento con la musica. Come già anticipato il commento è stato unanime nel rivedere in questo audiovisivo centrale “l’Arrigo conosciuto”. Personalmente, visto il titolo, non avrei messo le pur bellissime immagini degli eremi. L’autore ha giustamente ribattuto che con la fatica fatta per raggiungere il luogo non aveva la forza di non mostrarle pur essendo stato indeciso. Quest’ ultima è però la raffinatezza di cercare il pelo nell’uovo in un lavoro di altissima qualità fotografica.

3.   LES CHATEAUX DE LA LOIRE   (Emarginazione)

Dove i castelli veri non si vedono …….

Questo ultimo lavoro è molto forte per l’idea. Vive di una contrapposizione fra immagini e immaginario. Tale contraddizione è data principalmente dal titolo. Il titolo, e le immagini iniziali del treno con i loro suoni e il loro colore creano una aspettativa di gioia e maestosità immediatamente smentita dalle immagini successive. Immagini (rubate) che con i loro particolari trasmettono una sensazione di solitudine, emarginazione (cercata o imposta) che lasciano un velo di tristezza all’interno di quasi tutti i partecipanti. Sicuramente questo è stato l’audiovisivo più discusso perché il più emozionale vivendo più sul contenuto che sulle immagini che rimangono peraltro di alto livello. I vari momenti venivano scanditi con le immagini del fiume Loire (in realtà il Panaro); questi momenti per alcuni stonavano, per altri spezzavano, per altri davano il senso del trascorre del tempo. Insomma idee diverse ma …intanto se ne parla. Il finale vive (come suggerito da Rossi) sulle poche parole finali e sul suo conosciutissimo brano tratto dalla colonna sonora della “Vita è bella”. Le  immagini di fiori danno un senso di speranza e rafforzano quanto visto in precedenza

Come ci ha detto l’autore questi tre audiovisivi, che sono autonomi, possono essere visti come tre atti di un opera unica con il filo conduttore determinato dai sottotitoli (Indifferenza, essenza, emarginazione) ovvero vari aspetti  della vita. In conclusione vogliamo ringraziare l’autore per la bella serata trascorsa insieme che è stata di livello elevato sia dal punto di vista fotografico che emozionale.

 

L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.

 

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 

   


Sotto a  chi tocca ovvero " Le opinioni della sala"                                                                                                 

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

 

Data:               Mercoledì 31 Ottobre 2007

Autore:           Mauro Terzi

Audiovisi:   “ Il mondo alla fine del mondo”    Patagonia  -  audiovisivo   

CONTINUO A RICEVERE TELEFONATE DI PLAUSO ED APPREZZAMENTO PER LA SERATA DI MAURO TERZI. GIRO QUESTI COMPLIMENTI A MAURO CHE HA SAPUTO RICHIAMARE UN PUBBLICO RECORD.MI SIA CONSENTITO UN PICCOLO INTERVENTO: ALLA PROIEZIONE DI ARRIGO BARBIERI ERANO INTERVENUTI ALCUNI SPETTATORI CHE IN PREVISIONE DI UN VIAGGIO IN FRANCIA VOLEVANO VEDERE I CASTELLI DELLA LOIRA. HANNO VISTO LE BARACCHE SUL PANARO. MA SONO ANDATE A CASA SODDISFATTE E CONTENTE PER AVER VISTO UNA PROIEZIONE CHE HA PROPOSTO PUNTI DI GRANDE POESIA E DOVE ANCHE IL TITOLO E' RISULTATO METAFORICAMENTE INDOVINATO . NELLA PROIEZIONE DI MAURO NON ABBIAMO VISTO GRANDI VEDUTE , PASAGGI, PONTI , PALAZZI E MONUMENTI. MA ATTRAVERSO LA VARIA UMANITA' DESCRITTA CON PARTECIPAZIONE ASSOLUTA MAURO HA OFFERTO PENNELLATE DI GRANDE EFFICACIA DESCRITTIVA. HO CAPITO LA PATAGONIA ATTRAVERSO QUEI VOLTI E QUELLE AMBIENTAZIONI. LE CARTOLINE NON MI PIACCIONO PIU' DI TANTO.

                                                                                                           Pino Simonini

 

Su questo librone faccio i complimenti a Mauro Terzi , per la proiezione dell’altra sera , Mauro ha il pregio di tirare fuori dalle mura domestiche tanti fotoamatori che abitualmente non vengono al Fotoclub , la stanza era piena e tante facce anche nuove . L’atra sera il mio commento è stato molto sintetico e me ne scuso con Mauro , ma, dal fondo della sala avrei dovuto urlare ; e le parole urlate prendono sempre un significato diverso . Quindi ci provo ora davanti a questa tastiera dove ho modo anche di pensare senza fretta al vocabolo giusto –
Parlo dell’autore : Mauro è un fotografo capace , ha esperienza di lunga data , ultimamente fa questi lunghi viaggi , ai confini del mondo . Dimostra un adattamneto ai luoghi e anche divertimento , dalle sue foto sembra cosi’ facile essere li , in mezzo alla gente ; bambini sorridenti , gente che lavora e che sta al gioco della fotografia . Ha fatto un reportage carico di una umanità incredibile , del resto lui stesso dice <“amo la gente ,non riuscirei a fare foto senza di loro “> i suoi scatti originali , carichi di spirito coraggioso, amore per l’avventura , ma soprattutto amore per la conoscenza .

                                                                                             Franca Catellani

Sala gremita di gente per vedere Mauro.

Mauro Terzi inizia proiettando una cartina della zona da lui visitata per poter capire meglio il suo lavoro a prevalente carattere di “Reportage”, ci racconta quanto vissuto e visto attraverso il suo occhio fotografico. Per accompagnarci nel suo percorso ha diviso l’audiovisivo in capitoli (ovvero le località) e al suo interno ha utilizzato la musica  per isolare i vari racconti (situazioni) che lui ha vissuto e sviluppato.

Volendo poteva essere ancora più esplicativo facendo vedere attraverso la cartina  della zona il luogo esatto. In alcuni passaggi da un luogo all'altro della Patagonia, si finiva con ritratti di persone e gente per poi continuare con nuovi ritratti di persone e gente.

Al termine della proiezione si è sviluppato il dibattito che ha visto la maggior parte della platea concorde di aver visto un' ottimo lavoro, anche se non sono mancate alcune opinioni  fuori dal coro. Nessuna eccezione sulla qualità delle immagini che esprimevano la personalità dell’autore con tagli particolari, inquadrature pulite e belle luci.

Una buona musica ha accompagnato le immagini creando una discreta atmosfera. Pensando alla Patagonia ci aspettavamo una predominanza di immagini di paesaggi mentre, come da sua caratteristica, l’autore ci ha proiettato coloro che popolano queste terre in modo vero, in modo quotidiano.

Lui è andato a scovare la gente dove era e vivendo con loro ci ha raccontato la terra attraverso di loro. Da alcuni dei commenti si è evinta la ripetitività di alcune fotografie (soprattutto ritratti). Tale condizione però è stata vista dalle varie persone in modo differente; infatti per alcune persone questo rafforzava la situazione di ripetitività e di mancanza di vita mentre per altri non aggiungeva nulla di nuovo quindi non erano determinanti.

Concludendo tutti hanno visto delle bellissime immagini e molti un buon lavoro.

Fermo restando che cio’ che decide l’autore e’ per noi sacrosanto, per finire vorremmo lasciare a tutti due riflessioni.

La prima : se Mauro Terzi ha visto il suo viaggio attraverso la gente non era più consono il titolo     “La gente alla Fine del Mondo”?

La seconda di carattere generale; non sarebbe forse meglio se l'autore prima di iniziare la sua serata spieagasse che tipo di lavoro ha voluto fare?  Diaporama , Reportage, Proiezione in dissolvenza, proiezione semplice con sottofondo musicale ecc.......

Probabilmente la platea  che vede il lavoro avrebbe  argomenti piu' precisi per la discussione finale.

 

Ho appena letto la recensione sulla proiezione di Mauro Terzi e mi sovviene una terza possibilità alle due che chiudono l'articolo: e se chi guarda si mettesse bello rasserenato sulla seggiola e si lasciasse scorrere addosso le immagini senza porsi strutture mentali che l'obbligano a guardare col paraocchi, così per il gusto di farlo? Un Mauro Terzi potrebbe così trasmetterci la sua vera essenza!!!!

                                                                                   Noflash

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

                                                         

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Sotto a  chi tocca ovvero " Le opinioni della sala"                                                                                                 

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

Data:       Mercoledì 7 novembre     

Autore:    Agostino Arletti : Alsazia – Venerdì Santo a Fanano (mo)                     

Autori:     Cristiana e Stefano : Colline colori e contrasti – Italian Far West         

 

La serata ci ha proposto due autori agli antipodi ; Agostino fotografo e socio veterano, Cristiana e Stefano alla loro “prima”

Agostino ci ha presentato i suoi due lavori in modo tradizionale senza dissolvenze e musica, facendo lui stesso da cicerone, raccontandoci passo passo il suo viaggio in Alsazia e  la processione del venerdì Santo a Fanano  sull’ appennino modenese. Nel suo viaggio Ago ci ha documentato Strasburgo, Colmar, Baden Baden e Friburgo. Proprio per la particolarità dei suoi lavori il consueto dibattito finale non si è sviluppato al solito modo. Diciamo noi che la bravura di Agostino si evince dagli scatti eseguiti negli interni delle chiese e cattedrali, di cui è appassionato. La semplicità del lavoro di Agostino ha fatto arricciare il naso a qualche presente in sala magari piu’ esigente perché comunque è sempre piu’ raro vedere nei circoli fotografici questo tipo di proiezione diciamo datato.

Più difficile il livello tecnico del Venerdì Santo perché la processione si svolge prevalentemente di sera e a parte qualche faro delle telecamere la luce disponibile era costituita solo tanti lumini rossi che conferivano alla scena una  atmosfera  molto mistica . Piccolo reportage della processione dove di nuovo salta fuori la bravura di Agostino di fotografare in condizioni di scarsa luminosità. Questa bravura gli viene da tanti anni di fotografo al Teatro Comunale di Modena.


 

Cristiana e Stefano ci hanno presentato il loro primo lavoro “Colline colori e contrasti” . Un viaggio nella Rep. Ceca che ha toccato Ceski Krumlov, Telc, Praga, Karlovy Vary, Hrensko (soprannominato Parco Nazionale della Svizzera Ceca). Cristiana,  la fotografa, ha scattato in questa occasione delle diapositive che poi hanno scansionato per proiettare in digitale. Purtroppo questo passaggio ha procurato una notevole perdita di nitidezza e i colori sono risultati opachi.

Nonostante questa pecca tecnica il lavoro è comunque piaciuto  per la buona scelta delle musiche e per la regia, opera di Stefano. Rimane come opinione generale della platea che si tratta di un racconto di viaggio; in effetti i contrasti tra i modi di vivere della gente di cui ci ha parlato Cristiana stentano ad essere colti . Ci è piaciuta la parte con la gente di strada e artisti del momento che ci ha trasportato fino al tramonto e alla notte con in sottofondo le note di Mario Biondi. Toccante la parte dedicata al campo di concentramento di Terezin; forse da sviluppare maggiormente.

Il secondo lavoro “Italian Far West” veramente  una marcia in più per idea originalità e regia. Questa e l’opinione della platea.

Inizia quello che poi sarà giudicato dalla platea un audiovisivo(diaporama) a tutti gli effetti . Le musiche di Ennio Morricone ci prendono per mano e ci accompagnano in un luogo che potrebbe essere ovunque, staccionate, cavalli e cowboy, un vero far west. Poi  adagio si allargano le riprese e capiamo di essere a Castelluccio di Norcia , diverso però, senza le vallate piene di colori tutto è solo colore della terra brulla. Atmosfere bellissime arricchite da qualche parapendio che ci dice Cristiana non è mai riuscito a volare. Sono riusciti loro due invece a farci volare sopra questa bellissima vallata con un lavoro bello, e se questa e la loro seconda opera …………………

Veramente bravi.

 

Ps: il merito ovviamente è del Fotoclub Colibrì !!!!!!!!!!!!

 

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 

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Sotto a  chi tocca ovvero " Le opinioni della sala"                                                                                                 

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

 

Data:       Mercoledì 14 novembre     

Autore:    Giulio Benedicti - Proiezione personale

 

Sono di nuovo davanti a questa tastiera e mi viene voglia di scrivere : Sono uscita dalla sala (perché non stavo bene !) all’ultima diapositiva di Giulio Benedicti : avrei fatto senz’altro un intervento , soprattutto per dire che era da tanto tempo che non mi sentivo immersa nella fotografia con effe maiuscola e con un verace fotoamatore  
Il tavolo pieno di stampe fotografiche ha coinvolto tanti di noi anche con il profumo e con il tatto.

La proiezione di diapositive (senza musica ) con il commento personale dell’autore, mi ha coinvolto.

Mi sto chiedendo se è giusto paragonare la fotografia di Giulio  all’arte pittorica ,che la mia mente associa a quella astratta!
La capacità di Giulio Benedicti è saper tramutare la visione reale in una nuova intuizione, il gioco plastico , le forme i colori ; in una nuova combinazione associativa , il suo obiettivo si addentra sugli edifici , sulle scale , sugli oggetti per esplorarli e coglierne così motivi e composizioni originali e personali, ma soprattutto fondamentali.

Introduce in uno spazio di 24mmx36mm l’essenzialità con un equilibrio tra forme e colori, cosi’ da raggiungere proporzioni gradevoli.
Il taglio e l ‘ inquadratura di Giulio servono, non tanto a mettere elementi nel fotogramma , ma a toglierne ; infatti sappiamo tutti che il buon fotografo non costruisce le immagini mettendo elementi, ma togliendone.

Giulio è uno di questi! Concepisce la fotografia, non come narrazione dettagliata ,ma totalmente sganciata da elementi
disturbanti : la costruzione della sua fotografia non è in funzione di un soggetto ,ma in funzione di una struttura di forme , di colore di spazi vuoti e pieni ,luci ed ombre.

Ha avuto ragione a non mettere la musica, perché a volte, cosi’ come la musica è costruita sulla legge dei suoni , Giulio nella fotografia si esprime con la legge della forma pura dei colori , della luce; per una esigenza compositiva ma soprattutto per una esigenza razionale e spirituale.

Anche Claudia Mazzoli socia del circolo si associa ai miei complimenti

                                                                                                       Franca Catellani

 

 

Questa sera abbiamo avuto il piacere di conoscere Giulio Benedicti. Molti dei presenti in sala lo conoscono da tanto tempo perchè ha cominciato a fotografare nel lontano 1960 ed è entrato come socio nel Colibrì poco dopo.

Come riporta anche Franca Catellani nel suo commento che ho copiato dal “Guest” è un ottimo fotografo e aggiungiamo noi, è anche un ottimo intrattenitore; infatti alla fine della sua proiezione ci ha raccontato alcuni aneddoti veramente divertenti legati alla fotografia e al suo modo di fotografare soprattutto quando non voleva essere colto sul fatto.

Ci ha presentato vari argomenti: 

Biennale di Venezia e Firenze; Luci ed ombre sulla spiaggia deserta; Burano; foto di architettura e geometrie;  per finire foto di Modena.

C’e’ stata solo una piccola discussione finale, perché ci siamo veramente gustati gli aneddoti di Giulio. Nel dopo proiezione raccolgo vari commenti e il parere unanime è stato quello di aver visto una bella serie di immagini, dove la composizione era sempre ben bilanciata tra volumi e colori,  le geometrie sempre perfette. L’autore utilizza molto il 15 mm; obiettivo montato sulla sua Leica a telemetro, un obiettivo difficile da gestire ma di grandissime soddisfazioni:

 “A volte riesce ancora a stupirmi” !!Dice Giulio.

Fotografa intorno a se , come dice lui in un piccolo raggio d’azione, esce di casa con già l’idea di cosa andare a fotografare e con la “fedele Leica” nella tasca del giubbotto fotografico, caricata con il rullino e l’obiettivo giusto, entra in tutti i portoni aperti della città mentre passeggia e scatta, oppure mira alle vetrine o ad un nuovo palazzo moderno e perché no alla bella ragazza con una minigonna mozzafiato.

Nelle foto di Burano abbiamo visto lo stesso manifesto pubblicitario ripreso tre volte a distanza di anni , la prima volta con sotto una bicicletta , la seconda una vecchia Vespa e la terza c’era una Lacor, la più vecchia  Lambretta. Quel manifesto Giulio lo è andato a cercare!

 

Non resta che ringraziare Giulio Benedicti per la bella serata sperando di rivederlo presto con altre sue opere.

 

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 

L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.

 


 

Sotto a  chi tocca ovvero " Le opinioni della sala"                                                                                                 

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

 

Data:       Mercoledì 21 novembre     

Autore:    IVAN ZULIANI - INDIA audiovisivo

 

Uno in Tre. Questa è la prima espressione che mi viene in mente. Uno è L’autore, Uno è il Paese (L’India); tre sono i lavori visti; tre sono le tipologie.

Partendo dall’autore è emersa una accentuazione della sua personalità, con un uso intelligente ed estremo di tutte le ottiche montate diligentemente sulla sua macchina fotografica. Da tanti anni al Colibrì si vedono i lavori di Zuliani e da sempre si vede un percorso di crescita e di ricerca di perfezione nell’ambito dell’espressione della sua personalità.

I lavori visti sono l’insieme delle nozioni e delle emozioni colte dall’autore in un viaggio in India. Da tutti è stata apprezzata la scomposizione del lavoro in tre racconti ben costruiti. Questa innovazione ha reso il lavoro molto fruibile con il risultato di non annoiare la platea. Come rilevato da uno dei commenti i tre lavori si possono suddividere in tre categorie:

il primo un reportage emozionale, il secondo un reportage documentaristico e il terzo un vero e proprio diaporama dove il punto di forza era il messaggio trasmesso.

Passiamo ora ad un analisi più analitica dei singoli lavori.

1.   RAJASTHAN. In questo primo capitolo abbiamo visto i luoghi visitati da vari punti di vista, sempre con un ottima fotografia sia per la composizione che per il buon abbinamento con la colonna sonora. La parte sonora era costituita da un accurato mix tra suoni dal vero, brani musicali e testo parlato. Il tutto ben combinato ha contribuito a rendere ben percepibile alla sala il messaggio trasmesso. Una delle poche critiche negative emerse è stata la non perfetta  sincronizzazione tra immagini e parlato; difetto dovuto però soprattutto ai mezzi tecnici utilizzati. In questo lavoro era presente anche un momento riguardante AGRA che come noto non è in Rajasthan; valeva forse la pena specificarlo? In un lavoro di così alto livello difficilmente il pubblico poteva pensare a una svista dell’autore  comunque …….

2.   PASKAR MELA Anche questo è un lavoro di reportage però con prevalenza documentaristica. L’insieme di immagini, testo parlato e rumori ci ha condotto per mano nel capire la dinamica  emozionale della fiera. Certamente il parlato aiuta molto a dettagliare quanto illustrato, ma la precisazione dell’immagine e l’ottima organizzazione del lavoro fotografico, nata probabilmente fin da casa, lasciano trasparire la serietà, l’impegno e la costanza di Ivan nel confezionamento di tutti i lavori che ci porta e che porta in giro per le varie sale. Qualcuno ha evidenziato che alcune immagini avevano un calo di qualità rispetto alla maggior parte delle stesse. Questa affermazione ha acceso il dibattito in sala. Spesso è difficile avere immagini ad un livello altissimo per raccontare l’intera storia, quindi a volte bisogna inserire in un audiovisivo anche immagini che non si metterebbero in una mostra fotografica; in questo caso anche le “Cadute” si posizionavano comunque su un livello molto alto. Penso però fosse opportuno evidenziarlo all’autore in modo da dargli l’opportunità di meditare traendone comunque una propria conclusione sicuro di aver mostrato un prodotto di elevata qualità. Tutti in questo lavoro hanno apprezzato il taglio particolare “Una firma di Ivan” sulle inquadrature proposte.

3.   I FIGLI. Ormai eravamo entrati nell’ottica del  reportage di viaggio ed ecco la sorpresa. Qui abbiamo apprezzato un brevissimo capitolo di immagini supportate da una poesia con estrema precisione e selettività. Questo ultimo lavoro, il “diaporama”  valorizza nel suo messaggio, la famiglia ed in particolare i figli. Vive su immagini ben abbinate al testo della poesia e con tagli precisi e puliti. Tagli e scatti che crediamo siano nella testa di Ivan ben prima di scattare l’immagine, tagli che lui riesce a vedere grazie una grande bravura e sempre secondo la sala una grande preparazione antecedente lo scatto.

 

Si può concludere che tutti erano concordi nell’affermare di aver visto molta Fotografia con la “F” Maiuscola. Abbiamo visto un ottima ricerca nell’accostamento tra sonoro e immagine, anche se secondo qualcuno con qualche veniale difetto tecnico. Abbiamo visto tre lavori che ci hanno raccontato in modo esaudiente quanto percepito dall’autore durante il viaggio; abbiamo visto un autore molto umile (a volte fin troppo) che è riuscito a chiedere e ricevere dalla sala un bel contributo attraverso un dibattito finale dal quale è emerso che un singolo lavoro può essere visto con varie chiavi di lettura. Persone diverse colgono aspetti diversi secondo la loro predisposizione. La Sala ha espresso diversi modi di leggere lo stesso lavoro. Infatti come un lavoro può essere costruito dall’autore secondo la propria inclinazione anche il fruitore può visionarlo in modo differente. Abbiamo sentito commenti prettamente tecnici affiancati ad alcuni prettamente emozionali; critiche sull’insieme o sul singolo particolare, tutti però molto rispettosi e per questo apprezzabili. 

Ringraziamo Ivan Zuliani per l’ottima serata trascorsa.

 

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 

L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.

 


 

Sotto a  chi tocca ovvero " Le opinioni della sala"                                                                                                 

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

 

Data:       Mercoledì 5 dicembre     

Autore:   PAOLO SAGRI    -   S.Domingo e Zanzibar "Due mondi a confronto"  -  Perù

Serata a sorpresa sotto tutti gli aspetti. Abbiamo scoperto che l’autore era veramente grande. Chi è arrivato in sala è venuto con la curiosità di sapere ……

Mai però avrebbe pensato di poter apprezzare un balletto etnico peruviano che ben si abbinava alla seconda proiezione.

Ma veniamo all’Autore. Paolo Sagri ci ha fatto vedere due lavori nuovi e di recente realizzazione. Entrambi i lavori riportavano le caratteristiche dell’autore; ovvero hanno un carattere di Reportage.

Il Primo. Due Mondi a confronto. Si basava su due viaggi su due isole Santo Domingo e Zanzibar. In entrambi si potevano apprezzare belle inquadrature con colori intensi e ben saturi. Una bella sequenza è rimasta negli occhi di molti ovvero la serie di vele dell’imbarcazione tipica. Molta ambiziosa l’idea del confronto che non era immediatamente comprensibile ma che ci è stato brevemente illustrata dall’autore al termine della proiezione.

La Seconda. Il Perù. Perù!!! Che bei cieli e colori. Questo lavoro ci ha raccontato con dovizia di particolari il suo viaggio. Ci ha portato nei paesi e ci ha illustrato attraverso il volto delle persone le sue  emozioni e la natura del paese.. Ci ha portato sui monti  nell’immensità della natura e nella ricchezza della storia La musica è stata un alternanza di tappeto musicale e di abbinamento con la sequenza di immagini. Il lavoro ha trovato soddisfazione tra il gruppo di peruviani presenti che hanno potuto rivedere posti noti o sconosciuti del proprio paese.

Al termine della proiezione questo gruppo di giovani si è esibito in due balli etnici portando al circolo una nuova dimensione che esula dalla fotografia ma non dal contesto. Infatti spesso i nostri audiovisivi sono il racconto di un popolo, di un viaggio e cercano di riportare quelle emozioni che loro ci hanno diligentemente portato con la loro passione.

Asì es mi Peru” è il nome di questo gruppo di ragazzi che ci ha presentato due balli etnici:

Anaconda” è una danza della regione di San Martin (foresta amazzonica del Perù).

Pagasito” (nascosto) è una danza della provincia Ayabaca-Piura           

Altro momento molto emozionante è stata la lettura da parte di Anna Toselli della lettera che Yanachi ha inviato al fotoclub. Yanachi è una bimba dell' India che è stata addottata a distanza dal fotoclub per merito di Carla Boccolari vice presidente del club.

Concludiamo dicendo che la serata ha avuto un grande successo e anche se c’è stato poco tempo per commentare le foto abbiamo avuto modo di arricchire la nostra cultura.

Ringraziamo Paolo Sagri e i ragazzi peruviani per l’ottima serata trascorsa.

 

 

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 

L’autore ha ampio diritto di replica che può esprimere attraverso il libro degli ospiti oppure in calce allo stesso articolo. Per utilizzare questa seconda opportunità dovrà inviare una e-mail ai webmaster. Il testo allegato verrà successivamente pubblicato. Sono ovviamente graditi interventi di tutti i lettori, esprimibili tramite il Guestbook.                        

 


Sotto a  chi tocca ovvero " Le opinioni della sala"                                                                                                 

Nel articolo che segue viene espresso un breve riassunto della serata trascorsa insieme. L’articolo riporta le impressioni emerse in sala durante la discussione intervenuta prima e dopo la proiezione. Tutti i concetti vengono espressi con amicizia, buona fede e senza alcuna intenzione di ledere l’autore; inoltre non vogliono mai essere un giudizio all’operato dello stesso. All’autore vanno a priori i nostri ringraziamenti per l’ottima serata trascorsa in compagnia, un riconoscimento all’impegno, alla passione ed al tempo da esso dedicato ad una attività che arricchisce sempre uno spettatore attento e curioso. Se l’autore, per qualsiasi motivo, non condividesse quanto di seguito espresso è pregato di comunicarlo ai Webmaster che provvederanno a rimuovere la parte non condivisa quanto prima.

Data:       Mercoledì 12 dicembre     

Autore:   Giancarlo Nannini         -       Mix di diapositive                         

        

Nannini Giancarlo ci ha presentato un mix di diapositive come suo solito in queste serate dedicate ai soci. La prima parte era dedicata a Giacomo Bisiach famoso liutaio milanese con discendenza indiretta da Stradivari. All’epoca delle foto Bisiach aveva 79 anni. Il suo papà Leandro è stato tra i più grandi liutai di Milano tra il 1850 e il 1900.  Le foto che abbiamo visto sono un documento di eccezionale rarità perché forse sono le uniche fatte in epoca recente. Abbiamo poi visto foto naturalistiche , di animali e per finire aereoplani di cui Giancarlo è un appassionato. Nannini è sicuramente una colonna portante del fotoclub capace di fotografare con una grande conoscenza tecnica E’ uno dei relatori del corso di fotografia che ogni anno il fotoclub organizza.

 

 Autore:  Domenico Zampaglione - Diapositive della Calabria             

 Domenico Zampaglione anche lui socio del fotoclub ci ha presentato una serie di immagini scattate in Calabria. Abbiamo visto una serie di paesini aspromontani come ad esempio Pontedattilo, Roghudi, Condofuri Superiori e Roccaforte del Greco.Tema ricorrente di queste immagini è la serenità e la tranquillità che trasmettono questi luoghi dove il tempo sembra, anzi scorre sicuramente più lento.L’ospitalità delle persone che abitano questi luoghi è naturale e spontanea, persino tagliarsi i capelli diventa una sorpresa , perché il negozio è privo di specchi, e finisce in uno spettacolino perché il barbiere diventa musicista.

Non era in programma Carla Boccolari che ci ha presentato un’audiovisivo digitale costruito su una commedia dal titolo “Danza Macabra”.

Le immagini che abbiamo visto hanno rispecchiato pienamente il titolo. Aspettiamo Carla per una nuova visione del suo lavoro per sottoporlo poi al consueto dibattito finale.

 

Curato da Ivan Fini e Arnaldo Davì (soci del fotoclub e webmaster).

 

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