Andiamo spesso tra gli alberi dietro casa, Io e Lillia

Le betulle ormai senza foglie segnano che un’altra estate è già passata.

Da un po’ di tempo, tra gli alberi, siamo soli.  Ma non siamo disperati.

Le stanze dei ragazzi così quiete ci paiono deprimenti.

In città nelle ore serali, il rammarico per una famiglia sparsa è meno vivo,

ma qui in campagna, ogni momento induce al raffronto.

I tronchi di due alberi dietro la casa portano ancora i segni della corda del dondolo

e più in là presso gli ippocastani lo scheletro di una tenda

allunga braccia allampanate in un gesto di attesa e desolazione.

Ogni alba ne evoca altre; il sole al tramonto accarezza i soliti muri,

ma nei prati dietro casa non si alzano più voci familiari.

Fortuna che presto sarà Natale.

Ci abbracceremo coi nostri figli, ci racconteremo storie dei nostri viaggi,

ognuno tirerà fuori quello che ha dentro, affetto, gratitudine, commozione,

e amministreremo questi giorni come fossero un patrimonio da spendere a piene mani.

Il sole, in inverno, cala presto dietro le colline emiliane.

Tra poco, quando i figli saranno tornati, seppure per pochi giorni

lo vedremo calare tutti insieme.

Ceneremo accanto al camino e ci rallegreremo

se il cielo si farà rosso per annunciare un’alba serena.

Più tardi cercheremo di ritardare il sonno per godere a lungo

la gioia del branco di nuovo riunito e gioire in attesa…di altri Natale.

 

Tanti, tanti AUGURI  amici cari del Colibri

 

Luciano Bovina